Il medico deve rendersi conto che se vuole essere scelto da un numero sempre più elevato di pazienti, ottenendo un ritorno professionale ed economico, deve assolutamente investire nel web

 I medici sono una classe di professionisti che molto spesso rimane intrappolata in una prigione mentale invisibile che gli impedisce di comprendere che il medico è una un’attività come un’altra e come tutte le attività per crescere ed espandersi ha bisogno di comunicazione, soprattutto in un periodo emergenziale come questo che stiamo vivendo a causa del Coronavirus.

Negli anni ’60/’70 prendersi una laurea in medicina e chirurgia era sinonimo di successo professionale, sociale ed economico. Bastava prendersi una laurea, mettere una bella targa sulla porta del proprio studio, distribuire un bel po’ di biglietti da visita e il gioco era fatto. Questa situazione privilegiata è andata a scemarsi lentamente e inesorabilmente nel corso degli ultimi 50-60 anni fino ad arrivare ai giorni nostri dove il medico stenta e stenta pure parecchio, tant’è vero che al giorno d’oggi investire 6 anni di vita per conseguire la laurea in medicina e chirurgia a cui vanno sommati almeno altri 3-6 anni di investimento per la scuola di specializzazione per un totale di 9-12  anni, se tutto va bene senza sbagliare mai un esame, non ha più senso, dati i normalissimi guadagni a cui un medico, mediamente, può aspirare a causa delle trappole che il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ha ben messo a questa categoria. Oggi infatti un medico ospedaliero, o della ASL o di qualsiasi altra istituzione afferente al SSN guadagna tra i 1.900 e i 2.900 Euro, un primario circa 4.500 Euro e un medico di base si attesta tra i 3.500 e i 6.000 che però sono lordi e da questi vanno sottratte tutte le spese di gestione del proprio ambulatorio riducendo di almeno la metà il guadagno. Ora immaginate un cardiochirurgo che opera in ospedale, che fa turni massacranti, le notti in ospedale, che opera al cuore persone a cui salva la vita, il tutto per nemmeno 3.000 al Mese, e la beffa è che le responsabilità civili e penali dell’atto chirurgico ricadono tutte sul chirurgo. Una vera follia!

Per quanto riguarda poi la professione privata, tranne rare eccezioni, la vita è dura e la concorrenza è veramente tanta. Ad esempio i medici ospedalieri in regime di intramoenia, per ogni prestazione erogata privatamente, circa il 70% della parcella incassata gli viene tolta tra la percentuale che il medico deve alla struttura ospedaliera per cui lavora e in tasse. Anche qui con la conseguenza che la responsabilità civile e penale dell’atto medico o chirurgico  restano sulla testa del medico, ma il giusto guadagno non rimane nelle sue tasche ma gli viene abilmente tolto. Ancora follia!

Ma come si può pensare di continuare così! Come si può ancora pensare di investire 9-12 anni della propria vita, sempre se tutto va bene e senza intoppi, per ritrovarsi con uno stipendio poco più alto di altre categorie, ma con una responsabilità legale enorme.

Come si può uscire da questa triste situazione? La soluzione sarebbe semplice, e volontariamente uso il condizionale, in quanto nella maggior parte dei casi i medici restano intrappolati nella loro prigione mentale, non hanno il piglio imprenditoriale e non comprendono che per ampliare la propria attività devono investire. Si investire! Questa parola che a tutti gli imprenditori, a tutti i titolari di un’azienda grande, media o piccola che sia, che a tutte le altre categorie professionali, che a tutti i commercianti, ma addirittura anche ai loro “cugini” dentisti risulta familiare, ai medici resta sempre sconosciuta. Non dovrebbero rivolgersi al servizio sanitario pubblico, che gli castra completamente la vita, ma investire su se stessi, come fanno altre categorie professionali. I medici però, tranne rarissime eccezioni, che guarda caso emergono, non investono. I medici, infatti, sono convinti che la loro sia una professione nobile, un’arte che non può sporcarsi con paragoni commerciali, che loro, i “sacerdoti delle cure”, non possono essere minimamente paragonati ad altre attività, dove, per guadagnare, si deve investire. I medici sono convinti che il loro unico investimento è stato prendersi una laurea. Poveri illusi! Ecco perché poi passano le giornate a lamentarsi che le loro responsabilità non sono ricompensate dai loro guadagni. Quante volte ho sentito uscire dalla bocca di un medico:”ma ti rendi conto quello fa i soldi a palate con un negozio di telefonia, o un negozio di abbigliamento, o un bar, o un ristorante”, ma allo stesso tempo quando gli si dice che quel determinato signore per ottenere un certo risultato economico investe, la risposta è sempre la stessa:”ma io sono un medico non un commerciante”. Ecco che si ritorna di nuovo a quella prigione mentale già citata. I medici vorrebbero guadagnare di più, come è giusto che sia date le enormi responsabilità che hanno, ma non sono disposti ad investire economicamente.

Ed ecco che a fronte di un medico che lavora tantissimo e ha un’attività florida, perché guarda caso investe in attrezzature innovative e soprattutto in comunicazione, ce ne sono migliaia che sbarcano il lunario facendo addirittura orari impossibili lamentandosi in continuazione. I medici devono comprendere che per allargare la propria attività, perché di attività si tratta, anche se loro preferiscono chiamarla professione, ed avere più clienti paganti, anche se loro preferiscono chiamarli pazienti, devono investire, investire e ancora investire, soprattutto, in comunicazione per farsi conoscere, per far sapere al mondo che esistono, per far sapere ai loro potenziali clienti che cosa fanno e di cosa si occupano.

Ecco  che la comunicazione sul web viene incontro ai medici in quanto gli permette di farsi vedere, ma anche qui i medici non investono nulla, di solito si limitano a farsi fare un sito web dall’amico dell’amico che gli fa spendere poco e pensano di aver fatto tutto quando in realtà non hanno fatto proprio nulla. Infatti avere un sito web significa non aver fatto nulla, se quel sito nessuno lo vede nessuno. Ed ecco una parola fondamentale: la visibilità. I commercianti lo sanno benissimo che la pubblicità è l’anima del commercio, e cosa vuol dire pubblicità se non visibilità, farsi conoscere per vendere il proprio prodotto o servizio? I medici devono comprendere che per essere visibili, farsi conoscere da potenziali clienti paganti, aumentare la propria attività privata, si privata, devono soltanto investire in comunicazione sul web affidandosi a professionisti capaci che sappiano fare bene il proprio lavoro. Ma questo costa e costa veramente tanto, di solito un lavoro eccellente di Digital, Web e Social Marketing completo costa al mese quanto il medico guadagna in ospedale in un mese. Ed ecco che mentre un imprenditore, un commerciante sa che deve investire in comunicazione per vendere di più il proprio prodotto e servizio, e sa anche che più investe in comunicazione più vende, il medico non lo fa. La risposta del medico è infatti sempre la stessa:”che posso investire 3.000 Euro al mese su internet, se in ospedale guadagno proprio 3.000 Euro al mese?”. La risposta a questa domanda è semplice: “SI caro dottore deve investire altrimenti rimarrà sempre allo stesso punto”.

In merito a ciò chi scrive vuole portare due esempi, uno alla portata di pochi medici e uno invece alla portata di tutti.

Primo esempio: abbiamo intervistato un medico che sei anni fa ha cambiato completamente la sua vita. Userò per privacy un nome di fantasia e lo chiamerò Peter. Beh Peter guadagnava, a 48 anni, 2.600 Euro in ospedale. Ad un certo punto ha compreso che non aveva futuro di crescita in quella situazione, si è licenziato ed ha investito, si avete capito bene ha investito. Ha investito tutta la sua liquidazione sul web, ha commissionato alla nostra agenzia una piattaforma, la sua manutenzione, tutte le attività di Digital Marketing e ha cominciato a fare le visite a domicilio privatamente: rinnovò un servizio tanto caro alle persone: le visite a domicilio, come faceva il padre, medico della mutua 50 anni fa. Dopo soli sei mesi pagava le spese di gestione della sua attività on line, che ammontavano allora a 2.800 Euro al mese in soli 3 giorni di lavoro, facendo 5 visite al giorno a domicilio a 200 euro l’una. Tutto quello che incassava negli altri giorni del mese era il suo guadagno. Peter dopo soli 6 mesi era passato dal guadagnare 2.600 Euro al mese in ospedale ad incassare oltre 25.000 Euro al mese facendo sempre il medico, decidendo quando lavorare o no senza dover essere soggetto a tirannie ospedaliere.

Secondo esempio: oggi esistono diverse piattaforme sanitarie che promettono di dare visibilità ai medici ed infatti i medici cominciano ad investirci, le abbiamo analizzate tutte e la piattaforma che ci ha colpito di più è www.lisimed.it. Questa piattaforma permette hai medici di essere visibilissimi sul web, garantisce servizi di Web, Digital e Social marketing di grande pregio ad un prezzo accessibile. L’idea di Lisimed è molto semplice e vincente: è un grande portale che può accogliere tantissimi medici, ma invece di far pagare tutti i servizi digital ad ogni singolo medico suddivide la spesa totale tra tutti i medici, quindi più medici si iscrivono e meno è il costo per ogni singolo medico. Quanto costa essere presenti oggi su Lisimed.it? Dipende dal piano che si sceglie di acquistare, ma il vantaggio è che il più economico è sotto i 100 Euro ed il più costoso è di poche centinaia di euro.

Ed ecco che i medici non hanno più scuse ed hanno così la possibilità di investire su stessi, poco, e di incassare tanto. Le lamentele non hanno più senso. Basta volerlo.